23/10/2012

Josep Carreras a "El Convidat" (segona part): "com és Josep Carreras quan s’apaguen les llums dels escenaris i s’acaben els aplaudiments"

Segue dal precedente post.

Durante il pranzo presso un ristorante italiano, Josep Carreras mostra al Convidat un paio di foto che ritraggono i suoi nipotini e che porta sempre con sé: i figli di Júlia, Miquel e Adrià, e le figlie di Albert, Maria e Júlia, delle quali mostra anche un biglietto di auguri preparato da loro per il suo precedente compleanno: possiamo intravedere un nonno molto orgoglioso che da molto valore al gesto, e che commenta la scritta e il disegno all'interno che, suppone, possa rappresentare la visione che hanno di lui nell'immaginario. Carreras non ha difficoltà ad ammettere che non ha mai cambiato un pannolino, sicuro del fatto che quasi nessuno della sua generazione l'abbia fatto, perché all'epoca vigeva una visione diversa, almeno in Catalogna.


Albert Om ha l'impressione che Júlia e Albert lo coccolino molto, portandolo a palmo di mano: secondo Albert Carreras, lo proteggono più che coccolarlo, e Júlia spiega che, potendo il loro padre stare poco a casa, cercano di trascorrere questo tempo il meglio possibile, con qualche premuta come preparargli i suoi piatti preferiti quando viene a pranzo, facendo il possibile affinché si trovi a suo agio. Josep Carreras durante gli anni 70 e 80, data l'attività frenetica cui doveva sottostare, talvolta era costretto a stare lunghi periodi di tempo lontano dai suoi figli: qualche volta anche due mesi, prima di poterseli godere un paio di giorni e poi allontanarsi per altri due mesi.
In quell'arco di tempo i suoi figli crescevano a vista d'occhio, ed in tal proposito ricorda quando Júlia stava imparando a contare: Carreras magari chiamava a casa dal Giappone e Júlia, che all'epoca avrà avuto 3 anni, contava da uno a 20 interrompendosi e ricominciando più volte, ma per il suo papà era un momento troppo tenero ed emozionante da potervi rinunciare anche a distanza. Sempre per gli impegni che lo portavano lontano da casa, insieme alla madre dei suoi figli, li aveva convinti che i Re Magi, che normalmente giungono nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio, passavano da loro a l'Ametlla del Vallès il 3, giusto per avere la possibilità di arrivare per tempo a Barcellona
Albert Om prova sollievo quando vede ridere Josep Carreras per il quale, ammette, prova molto rispetto e sente anche un po' di soggezione: Júlia motiva la sua sensazione con il fatto che a sua volta anche suo padre è molto rispettoso per il prossimo. La personalità di Carreras è molto catalana per natura: cerca di essere affabile, ma mantenendo riservo sulle proprie emozioni più intime; solo in scena e allo stadio non riesce a trattenersi, altrimenti il fatto di essere alla mano non implica mostrarsi agli altri come un libro aperto.


Segue la proposta del Convidat della visione del DVD del primissimo concerto dei Tre Tenori alle Terme di Caracalla in Roma, nello specifico l'ultimo encore del Nessun Dorma cantato dai tre insieme: immagini che Josep Carreras non rivedeva da circa vent'anni, che ha rivissuto nel ricordo con profonda commozione, soprattutto alla luce dell'assenza del suo grande amico Luciano Pavarotti, che non ha perso occasione di elogiare nel modo più sincero. A mio avviso, uno dei momenti più toccanti di questo capitolo d'El Convidat, rivedere quel momento storico attraverso lo sguardo di uno dei protagonisti, uno sguardo che è arrivato al cuore più di tante parole. Albert Om ha notato con piacere quanto riuscivano anche a divertirsi insieme questi tre grandi tenori, ridendo di gusto quando Carreras gli fa notare in un punto preciso che Plácido Domingo, nell'appogiarsi sulla sua spalla, a momenti lo faceva cadere: la genuinità dell'espressione "aqui quasi em fot per terra el Plácido", è riuscita ad alleviare almeno in parte la commozione che inevitabilmente ha pervaso tutti noi.

Come si era detto in precedenza, Josep Carreras è solito addormentarsi a tarda ora, così che, davanti ad una tazza di tè, Albert Om ha ancora modo di conoscerlo sotto altri aspetti: inizialmente sfida l'abilità della sua memoria chiedendogli in merito al primo bacio, dato nella prima adolescenza nel Parc de la Farga a Sants, ad una ragazzina di nome Blanquita che non ha più rivisto; in seguito, indagando se Josep Carreras sia stato un eroe romantico anche nella vita reale, chiede se nella sua vita il lavoro abbia avuto priorità sull'amore. Il tenore, dopo un'accurata riflessione, osa nella risposta tanto quanto Om non abbia fatto nella domanda: lungi dall'essere mal interpretato, poiché nutre sempre un grande rispetto e profondo affetto per tutte le persone con le quali abbia avuto un legame importante, sentenzia che tra amore e lavoro, quest'ultimo non l'ha mai deluso. Prendendo in prestito le parole di Pep Guardiola, nel'ambito lavorativo si riconosce nel "Puto amo", vedendolo sempre come un rifugio sicuro, dove aveva ben chiaro come e cosa doveva fare.
Secondo Carreras, è molto più difficile vivere all'interno di una coppia perché si è più condizionati, mentre, egoisticamente, quando si è soli non si deve niente a nessuno. Inoltre, il modo di pensare e di sentire si modifica con l'età di una persona, senza contare che due persone che evolvono in maniera diversa rischiano di non trovare un punto d'incontro. Josep Carreras ammette con onestà di essere egoista, poiché fa parte della natura propria dell'artista: nonostante non si riconosca come idolatra o megalomane, l'essere egoista di certo non aiuta nella vita di coppia. A suo avviso, potremo sicuramente leggere prima sui giornali del suo ritiro dalle scene che non di un suo eventuale terzo matrimonio.

Lunedì 2 luglio, giorno del recital di Josep Carreras all'Opernhaus Zürich a beneficio della sua Fondazione: il tenore dedica le ore che precedono il concerto al riposo e alla concentrazione, per tanto Albert Om le trascorre in compagnia di Júlia e Albert, i quali gli illustrano quale dev'essere la condotta con il loro padre nel giorno del concerto, abituati a rispettarla da quando erano molto piccoli. Ad entrambi è sempre piaciuta molto l'opera, nonostante la vivano più con patimento che con gaudio: per Júlia ogni volta era drammatico vedere suo padre che uccideva Agnes Baltsa nella Carmen, o comunque soffriva poiché il tenore ha sempre un ruolo che lo porta ad uccidere, ad essere ucciso, o a soffrire in ogni caso; Albert, invece, patisce per il grado di tensione e nervosismo che investe suo padre prima di un'esibizione, e che aumenta con il tempo in quanto sa perfettamente che gli rimangono ancora poche occasioni per esprimere sé stesso, per fare ciò che più ama, ciò che è stato la sua vita. Ad ogni modo, Josep Carreras nel giorno stesso dell'esibizione è solito svegliarsi tardi, riposarsi, stare tranquillo, leggere la stampa e parlare il meno possibile. Per pranzo opta per cibo semplice e sano come pasta in bianco e pollo alla griglia. Suo figlio non è a conoscenza di particolari riti superstiziosi: sa solo che suo padre porta sempre una senyera (piccola riproduzione della bandiera catalana), nella tasca della giacca, come simbolo dell'amore per il suo paese, per il piacere di avere qualcosa con sé che rappresenti la propria identità.

Albert Om, vestito di tutto punto, ritrova Carreras appena prima di raggiungere insieme l'Opera di Zurigo: riposato e di buon umore, lo vedremo un'ora prima del concerto intento a dare istruzioni per la corretta disposizione del pianoforte sul palco. Mentre la sala comincia a riempirsi, el convidat ha il permesso di accedere al suo camerino, dove scopre che il tenore considera positivo il fatto di provare sempre maggiore tensione, che a volte mangia una banana prima di esibirsi, e gli viene inoltre mostrata la famosa senyera di cui parlava prima il suo primogenito. Albert Om raggiunge poi il suo posto a sedere, incuriosito per avere l'opportunità di vedere Josep Carreras fare ciò che ama di più. 
Sulle sue note intense di Dicitencello Vuie che commuovono la sala gremita, si chiude un emotivo capitolo de El Convidat dedicato ad un uomo sincero sul palco e nella vita, un uomo che è consapevole della propria fortuna e che conosce il significato della parola gratitudine, che ama con tutto sé stesso il proprio mestiere, un catalano per nascita ed indole che sogna che un giorno la leucemia sia curabile per tutti coloro che ne soffrono, contribuendo affinché ciò avvenga al più presto. Un simbolo ed un esempio per tutti: Josep Carreras, ritratto nell'intimità di quando si spengono le luci del palco e terminano gli applausi.

Key facts:


Follows from the previous post.

◦ While having lunch at an Italian restaurant, Josep Carreras shows the Convidat a couple of pictures of his grandchildren he always carries with him: Júlia's sons, Miquel and Adrià, and Albert's daughters, Maria and Júlia, of which also shows a greeting card prepared by the little girls for his last birthday: we can see a very proud grandfather who values such gesture a lot, who comments what they have written and the picture inside, supposing it is meant too represent the vision they have of him in their imagination. Carreras has no difficulty in admitting that he has never changed a diaper, sure of the fact that almost no man of his generation ever did it, because at that time it was different, at least in Catalonia.

Albert Om has the impression that Júlia and Albert take care of him so much, keeping him in the palm of their hand: according to Albert Carreras, they protect him more than cuddling him, and Júlia explains that, as their father can spend very little time at home, they try to enjoy it as more as possible, with some cares as preparing his favorite dishes when he comes for lunch, doing everything possible to ensure he feels comfortable. Josep Carreras during the 70's and 80's, because of the intense activity he had to abide, he was sometimes forced to stay long periods of time away from his children, sometimes even two months before he could enjoy a couple of days with them, and then leave for two months more. During that time his kids were growing up very quickly, and with reference to this, he remembers when Júlia was learning to count: Carreras maybe called home from Japan and Júlia, who at the time must have been 3, counted from one to 20 stopping and starting again several times, but it was a moment too tender and emotional to his dad to give it up even from the distance. Once again, because of the commitments that took him away from home, with the mother of his children he had convinced them that the Magi, which usually come in the night between 5 and 6 January, were to arrive to Ametlla del Vallès on 3rd, just reach Barcelona in time.
◦ Albert Om feels relieved when he sees Josep Carreras laughing, as, he admits, he feels a deep respect and also a little awe towards him: according to Júlia this happens because his father is very respectful towards other people too. Carreras' personality is extremely Catalan for nature: he tries to be friendly, but being discreet on his innermost emotions. Only on stage and at the Barça Stadium he can not hold them, otherwise the fact of being easygoing does not mean one has to express every aspect of his character, as an open book.
◦ What followed is the Convidat's proposal of watching the DVD of the very first concert of the Three Tenors, at the Baths of Caracalla in Rome, specifically the last encore of Nessun Dorma sung by three of them: images that Josep Carreras had not seen for something like twenty years, which has experienced again through his memory with deep emotion, especially due to the absence of his beloved friend Luciano Pavarotti, whom he has not missed an opportunity to praise in the most sincere way. In my opinion, it is for sure one of the most touching moments in this chapter of El Convidat, to live again such historical moment through the eyes of one of the very protagonists, a look that has touched our heart more than words could ever do. Albert Om was pleased to notice how they could also have fun, laughing out loud when Carreras points out that, at a certain poin.t Plácido Domingo leaning on his shoulder almost made ​​him fall: the genuineness of his expression "aqui quasi em fot per terra el Plácido" (he almost makes me fall now), has managed to ease, at least, part of the emotion that inevitably has pervaded all of us.

◦ As I said above, Josep Carreras is used to going to sleep late, so that, drinking a cup of tea, Albert Om has another chance to know more aspects of his character: he initially challenges the ability of his memory, asking him about the first kiss, given by Carreras during his early adolescence at the Parc de la Farga in Sants, to a girl named Blanquita he has never met again. Later, Om investigates whether he was a romantic hero in real life too: he asks if, in his life, work is more important than love. The tenor, after thinking about it carefully, dares with his response as much as Om has done it with his question: far from being misunderstood, as he always feels a great respect and deep affection towards all the people he had an important relationship with, he claims that, between love and work, the latter has never disappointed him. Quoting Pep Guardiola, he has always felt like "el puto amo"  (the boss) in his profession, always regarding it as a safe place, where he perfectly knows how and what to do.
◦ According to Carreras, is much more difficult to live together as a couple because it influences you much more, and also, selfishly, when you are alone you don't need to give any explaination to anyone. Furthermore, the way of thinking and feeling changes with the age of a person, and two people might even evolve in a different way, so that they can't find a meeting point. Josep Carreras admits honestly being selfish because it is part of the nature of the artist: although he does not recognize himself as idolatrous or megalomaniac, being selfish does not help life as a couple. In his view, we can certainly read before about his retirement than abut any third marriage on newspapers.

◦ Monday, July 2, the day of the recital by Josep Carreras Zürich Opera House to benefit his foundation: the tenor is dedicating the hours before the concert to rest and concentration, so Albert Om spends his time with Albert and Júlia, who describe in detail the attitude one has to have towards their father each concert day: some rules they have respected since they were very young. They have always liked opera, despite they suffer more than enjoying it: each time, it was dramatic to Júlia to see his father killing Agnes Baltsa in Carmen, or otherwise suffered because the role of the tenor has always led him to kill, to be killed, or suffer in any case; Albert, however, suffers because of the high degree of tension his father feels before a performance, something increasing with time because he knows perfectly that there are still few opportunities for him to express himself, to do what he loves most, in his life. However, on the day of the performance, Josep Carreras usually wakes up late, relaxing and being quite; he reads newspapers and talks as little as possible. For lunch, he chooses  simple and healthy food, such as white pasta and grilled chicken. His son is not aware of specific superstitious rites: he knows only that his father always brings a senyera (small replica of the Catalan flag), in his jacket pocket, as a symbol of love for his country, just to keep something representing his identity.


◦ Albert Om, dressed up, meets again Carreras to go together to the Zurich Opera House: in a good mood, we'll see him giving instructions for the proper arrangement of the piano on stage, an hour before the concert. As the hall begins to fill, the convidat is allowed to access his dressing room, where he realises that the tenor regards positively his increasing tension before performing, that he sometimes eats a banana before, and additionally Carreras shows him the famous senyera his son was talking about before. Albert Om then reaches his seat, excited for the opportunity to see Josep Carreras doing what he loves most in life.
On the intense notes of Dicitencello Vuie, which move the entire hall, this emotional chapter of El Convidat comes to end: an episode dedicated to a sincere man both on stage and in life, a man who is aware of his luck and who knows the meaning of the word gratitude, who loves his  profession with all his heart, an authentic Catalan who dreams that one day the leukemia is curable for everybody, giving his active contribution to make this happen as soon as possible. A symbol and an example for us all: Josep Carreras, an intimate portrait of when stage lights turn off and applauses fade.


1 comment:

  1. Ahhh, ho dimenticato....mille grazie, carissima Luvi, per il gran lavoro di tradurre e spiegare questo video, che lo farà ancora di più interesante per quelli che no conoscano il catalano.

    ReplyDelete

Recent comments