28/09/2013

Josep Carreras enamora al entusiasta público de Corrientes para el centenario del Teatro Juan de Vera

La sera del 26 settembre, Josep Carreras si è esibito per la prima volta nella città argentina di Corrientes, presso l'Anfiteatro Mario del Tránsito Cocomarola, in occasione del centenario del Teatro Juan De Vera. Sulla scalinata e sul palco dello stesso teatro, si sono tenuti prima rispettivamente lo svelamento di una placca commemorativa per la straordinaria visita di Carreras nella città, e una conferenza stampa (leggere qui) in occasione del concerto insieme al soprano Verónica Cangemi, al direttore Carlos Vieu alla guida dell'Orchestra Sinfonica di Corrientes, oltre ad una corale di circa ottanta elementi.
Nonostante si trattasse di un concerto gratuito, i biglietti distribuiti sono stati esauriti in pochissime ore: Carreras si è infatti esibito di fronte ad un pubblico in festa, composto da un numero stimato tra 10 e 15.000 persone, che non poteva rinunciare ad assistere ad un evento storico di tale portata.

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Josep Carreras ovationed in Corrientes.
Source: www.radiosudamericana.com




Un tributo straordinario per una celebrazione speciale quale il centenario del Teatro Juan de Vera: per l'occasione, Josep Carreras ha scelto un repertorio molto speciale che ha deliziato il pubblico argentino. Alle 20:45, l'apertura è stata affidata all'Orchestra con la Farandole de L'Arlésienne Suite: Carreras, accolto con generosissimo entusiasmo, ha proseguito sulla scia classica, offrendo brani particolarmente apprezzati quali Lu Cardillo e L'Ultima Canzone, e successivamente le napoletane Vurria e Passione.
Verónica Cangemi ha attinto anche nel repertorio operistico, facendo seguire la propria versione di 'A Vucchella da un'aria di Adriana Lecouvreur di Cilea. Dopo un gradito intervento del coro con il celebre Va' Pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi, il soprano ha raggiunto in scena il tenore per il primo duetto della serata con la splendida Ave Maria di Mascagni.

Dopo una pausa di quindici minuti, il concerto ha ripreso con una seconda parte ben più conforme al contesto che ospitava il concerto, più popolare e anche locale: dopo l'intermezzo orchestrale de La Boda de Luis Alonso di Jerónimo Jiménez, Carreras non ha mancato di omaggiare il grande compositore argentino Carlos Gardel, con due dei suoi brani più celebri quali Lejana Tierra Mía e El día que me quieras, ma non ha rinunciato nemmeno alla zarzuela con la Canción del gitano tratta da La Linda Tapada. Da parte sua, Verónica Cangemi ha scelto Estrellita, brano di Manuel Ponce e ancora zarzuela con Me llaman la primorosa da El Barbero de Sevilla. Parallelamente alla prima parte, dopo l'esecuzione del Coro de Románticos di Doña Francisquita da parte della corale, i due interpreti si sono ricongiunti per l'immancabile Dúo y Jota de La Africana, per poi affidare il finale ufficiale al solo Carreras con una versione d'impatto di The Impossible Dream da The Man of La Mancha.

Dopo la consueta consegna di stupendi mazzi di fiori agli artisti, sei encores si sono sommati al programma ufficiale: Carreras ha impressionato con la sua carismatica versione di Chitarra Romana, per poi lasciare spazio alla collega che ha interpretato magnificamente sia l'aria del Gianni Schicchi di Puccini, O mio babbino caro, sia Júrame di María Grever. Gran finale con ben tre duetti: Solamente una vez, il Brindisi de La Traviata e, in conclusione, un omaggio speciale alla città di Corrientes con Kilómetro 11, celebre composizione di Cocomarola, il grande compositore correntino cui l'Anfiteatro è dedicato, eletta a inno della città e del chamamé, genere folklorico locale. La reazione del pubblico è stata incontenibile, non solo per questa conclusione da apoteosi, ma per tutto il concerto, per l'impronta di enorme prestigio che Josep Carreras, vocalmente in ottime condizioni, ha conferito con la sua visita a Corrientes per celebrare il centenario del grande teatro.

BRAVO JOSEP!!!

Verónica Cangemi and Josep Carreras at the end of the concert.
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A pochi minuti dal concerto, ha rilasciato un'intervista in cui racconta il suo grande desiderio di tornare a interpretare un personaggio operistico, non solo cantare concerti indossando il frac o lo smoking, ma tornare alle sue autentiche radici, quelle dell'opera, prima di concludere la sua aurea carriera.
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El Juez (Los niños perdidos), opera di Christian Kolonovitz su libretto di Angelika Messner e direzione scenica di Emilio Sagi, debutterà al Teatro Arriaga di Bilbao il prossimo 26 aprile. Fortunatamente la fine della sua carriera non ha ancora data: Carreras dice che saranno la voce e le sue condizioni fisiche a deciderlo, in quanto difficilmente si perde l'entusiasmo quando si svolge una professione vocazionale come la sua.
Oltre a ricordare il venticinquesimo anniversario della sua Fondazione e l'attività che questa svolge con l'obiettivo che la leucemia sia un giorno una malattia curabile per tutti ed in tutti i casi, il tenore parla della sua devozione per il Barça, qualcosa che va ben oltre l'aspetto puramente sportivo: durante il Franchismo, il legame con la squadra includeva quello con la Catalogna, una patria repressa all'epoca e che ora lotta per il diritto di decidere. Oltre ad esaltare Messi, Carreras non ha che buone parole per il nuovo allenatore argentino, Martino, un uomo onesto e coerente e responsabile  che parla solo di calcio.

Prima di dirigersi a Buenos Aires, dove all'arrivo lo attendeva già la conferenza stampa, il tenore ha visitato l'Ospedale Pediatrico Juan Pablo II, presso il quale si sottopongono a trattamenti da 22 a 25 bambini affetti da leucemia ogni anno. 

Josep Carreras è arrivato ieri nel pomeriggio alla capitale, nella quale domani mattina alle 11:30, ora locale, offrirà un concerto gratuito con Verónica Cangemi, il musicista Jaime Torres e il direttore Carlos Vieu, presso la nuova Ciudad del Rock che verrà inaugurata oggi.
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Nella conferenza stampa, tenutasi appunto al suo arrivo, il tenore spiega che la Misa Criolla sarà l'ultima parte di un concerto inizialmente più eterogeneo che combinerà i classici come Verdi e Bizet alla musica popolare argentina. Carreras non nasconde il proprio legame motivo con la messa folkloristica di Ramírez, che aveva registrato per la prima volta in Spagna ormai più di 20 anni fa e che da allora ha avuto spesso l'onore ed il piacere di interpretare, e anche con la città di Buenos Aires, ricordando il suo debutto al Teatro Colón nel 1973 con La Traviata.

Key facts:

On the evening of 26 September, Josep Carreras performed for the first time in the Argentine city of Corrientes, at the Amphitheatre Mario del Tránsito Cocomarola, on occasion of the centenary of the Teatro Juan De Vera. On the steps and on the stage of the theater itself , respectively took place before the unveiling of a commemorative plaque for Carreras' extraordinary visit in the town, and a press conference (read here) for his concert with soprano Verónica Cangemi, director Carlos Vieu leading the Corrientes Symphony Orchestra, in addition to a choir of about eighty members.
Although it was a free concert , tickets distributed were sold out in a few hours: in fact, Carreras performed in front of a celebrating audience, estimated to be between 10 and 15,000 people, who could not renounce to attend a historical event of such magnitude.
An amazing tribute to a special celebration as the centenary of the Teatro Juan de Vera: for the occasion, Josep Carreras chose a very special repertoire that delighted the Argentine audience. At 20:45, the Orchestra opened with L'Arlésienne Suite Farandole: Carreras, received with generous enthusiasm, continued on the classic mark, offering particularly popular songs such as Lu Cardillo and L'Ultima Canzone, and then the Neapolitan Vurria and Passione .
Verónica Cangemi drew even in the operatic repertoire , making her own version of 'A Vucchella follow by an aria of Cilea's Adriana Lecouvreur. After a well received intervention of the choir with the famous Va' Pensiero from Nabucco by Giuseppe Verdi, the soprano joined then the tenor onstage for the first duet of the evening with the beautiful Ave Maria by Mascagni.
After a fifteen-minute break, the concert resumed with a second part much more compliant to the context that hosted the concert, most popular and also local: after the orchestral intermezzo of La Boda de Luis Alonso by Jerónimo Jiménez , Carreras could not miss to pay homage to the great Argentine composer Carlos Gardel, with two of his most famous songs such as Lejana Tierra Mía and El día que me quieras, but offered also some zarzuela with Canción del gitano from La Linda Tapada. By her side, Verónica Cangemi chose Estrellita, a song by Manuel Ponce and again zarzuela with Me llaman the primorosa from El Barbero de Sevilla. In parallel to the first part, after the execution of the Coro de Románticos from Doña Francisquita by the choir , the two interpreters joined again for the inevitable Dúo y La Jota of La Africana, to assign then the official finale to Carreras alone with his impacting rendition of The Impossible Dream from The Man of La Mancha.
After the usual delivery of beautiful flower bouquets to the artists , six encores were added to the official program: Carreras impressed with his as usual charismatic version of Chitarra Romana, and then give way to his colleague who was great both with  Puccini's Gianni Schicchi aria, O mio babbino caro, and Júrame by María Grever . Grand finale with three duets: Solamente une vez, the Brindisi from La Traviata, and in conclusion, a special tribute to Corrientes with Kilómetro 11, a famous composition by Cocomarola, the great composer which the amphitheater inamed after, elected anthem of the city and of chamamé , a local folk musical genre. The public reaction was overwhelming, not only for this apotheosic conclusion, but for the whole concert as well, for the enormous prestige Josep Carreras has conferred with his visit to Corrientes to celebrate the centenary of the great theater.

A few minutes before the concert, he gave an interview in which he tells his great wish to return to interpret an operatic character, not only to sing concerts wearing frac or tuxedo, but to be back once again to his authentic roots, to opera, before his golden career arrives at the end.
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El Juez (Los niños perdidos), opera with music by Christian Kolonovitz, libretto by Angelika Messner and stage direction by Emilio Sagi, will debut at the Teatro Arriaga in Bilbao on 26 April 2014. Fortunately, the end of his career has no date yet: Carreras says it will be his voice and his physical condition to decide, because it is difficult to lose enthusiasm when your profession is so vocational.
Besides recalling the twenty-fifth anniversary of his Leukaemia Foundation and their activity  aiming at leukaemia as a curable disease for all and in all cases, thetenor speaks of his devotion for Barça, something more than a football team: during Francos' dictatorship , the devotion to the teamincluded devotion to Catalonia as well, a country suppressed at that time, and which is now fighting  for the right to decide. In addition to praising Messi, Carreras has only good words for the new Argentine coach , Martino: an honest man, coherent and reliable, who only talks about football which is positive .

Before flying to Buenos Aires, where he was to offer a press conference at his arrival, the tenor visited the Children's Hospital Juan Pablo II, where from 22 to 25 children with leukemia undergo treatments every year.
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Josep Carreras arrived yesterday afternoon in the capital, where tomorrow morning at 11:30 am, local time, he will offer a free concert with Verónica Cangemi, musician Jaime Torres and director Carlos Vieu, at the new Ciudad del Rock, which opens today .
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In the press conference, the tenor sais that the Misa Criolla will be the last part of a concert initially more heterogeneous, which combine the classical such as Verdi and Bizet to Argentine folk music. Carreras can not hide his emotional bond with Ramírez's Mass, he had recorded for the first time in Spain now more than 20 years ago, and since then has often had the honor and pleasure to sing around the world, and with the city of Buenos Aires as well, recalling his debut at the Teatro Colón in 1973 with La Traviata .

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