Josep Slide Show

Luvi

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Student of the Faculty of Languages and Modern Literatures and Cultures. Responsible for this blog dedicated to Josep Carreras.

Josep Carreras, in his own words

There is something in life, in my life, that was able to overcome this extraordinary passion I have for singing, and especially lyrical singing. Whenever the Foundation succeed in finding a compatible donor for patients awaiting a transplant, or every time we make progress in scientific research thanks to one of our scholarships, or when leukaemia patients are treated in transplant units or clinics that we have helped to finance, I feel enormously happy. Thanks to my profession, I am privileged to help or, at least, try to help people in need. In 1987, I became ill with leukaemia. During my illness I was lucky enough to have a family who supported me throughout, to have an extraordinary medical team, in addition to the spontaneous support and sympathy of the general public. This allowed me to maintain my morale and it gave me the necessary energy and determination to fight leukaemia. On July 14th 1988, with the support of my family, eminent scientists and business people, I had the opportunity to create the International Foundation for the Fight Against Leukaemia. Our Foundation focuses on four main areas: supporting scientific research, providing infrastructures for healthcare centres and hospitals, and searching for bone marrow and stem cell donors. All this in addition to offering social services for leukaemia patients and their families. The main mission of the Foundation is to support scientific research. The Josep Carreras Foundation for the Fight Against Leukaemia was born to help make Leukaemia a completely curable disease for everyone and in all cases. Our work will not stop until our goal becomes a reality.
Thank you Maria and Pippa for the English translation.

Nueva Campaña de Sensibilización 2012

mercoledì 11 febbraio 2009

Josep e la sua Voglia di Vivere

Penso che sia ammirevole, davvero, che Josep svolga assieme a quella professionale, un’altra attività parallela: alcuni di voi avranno già letto, di questa visita al signor Michael Hannagan, un paziente di Leucemia. È difficile, a cospetto di due occhi che soffrono e che hanno sofferto trovare le parole giuste, parole che non siano inutili… solo chi ha provato, chi sa cosa significa soffrire, e sa cosa significa lottare, e vincere può permettersi di animare con le parole più indicate.

Sono passati più di vent’anni da quando Josep si trovava nella stessa situazione, e di certo non ha dimenticato cosa comporta soffrire di Leucemia… ma il suo modo di dare coraggio, al di là della musica, si incentra sul “Guardate come ci si sente, una volta finito l’incubo”, perché anche questo, Josep, se lo ricorda bene: lo ha vissuto, lo ha raccontato, lo ha scritto… con uno stile semplice, ma che va dritto al cuore.
Senza essere uno scrittore professionista, ma senza smettere di essere un artista, ha marchiato le pagine della sua autobiografia con straordinarie emozioni. “Se solo una persona traesse coraggio e beneficio dalle mie parole, allora la mia decisone di raccontare tutto sarebbe premiata” questo scrive nel secondo capitolo. È un libro che consiglio a tutti, non solo ai fan… soprattutto a quelli che hanno dimenticato cosa sia la gioia di vivere, quel sentimento, quell’emozione senza vincoli, che ha stravolto la sottoscritta portandola a tradurre il tutto dall’inglese. Sì, il libro l’ho letto in inglese.

Vorrei riportarvi qualche frammento, scritto poche ore prima del suo secondo debutto: il recital all’Arc de Triomf di Barcellona.



Una giornata magnifica – la mia giornata. Stasera canto ancora nella mia amata Barcellona. Mi sento vivo! Preoccupazione, paura e dolore – oscuri compagni di malattia – mi hanno lasciato. L’incubo è finito. Le mie ultimissime settimane sono state serene, piene di gioia e speranza.
La mia battaglia contro la leucemia è iniziata solamente un anno fa, ma quei lunghi mesi crudeli di terapie sembrano lontani anni luce. Sono sopravvissuto al periodo più spietato della mia vita – e adesso sono qui. E ancor di più, posso cantare. Sono tornato ad essere completamente me stesso. E’ veramente il mio giorno – il più felice della mia vita! Ho addirittura intenzione di provare a cantare meglio di prima. Voglio dire al mondo dell’opera, a tutti quelli che conosco, che amo e che vivono l’opera “Guardate! Sono tornato! Sono ancora qui con voi!”
E’ quantomeno impossibile per me descrivere l’emozione nel sentirmi così vivo. Voglio urlare di gioia e vorrei che il vento portasse il mio messaggio in ogni angolo del mondo. Voglio ringraziare la scienza ed i medici, voglio ringraziare la mia famiglia. E voglio ringraziare Dio. Mentre mi stavo sottoponendo alle cure avevo a disposizione un tempo interminabile per pensare. Ogni giorno il Suo vero potere mi appariva sempre più evidente e alla fine ho scoperto che credevo profondamente. È ovvio ora per me che la paura non è una ragione sufficiente avere fede. Non dovremmo aspettare un evento tragico per metterci in ginocchio.

Il concerto di stasera è un desiderio che diventa realtà. Non riesco ad immaginare un modo migliore per ringraziare le persone che mi hanno aiutato così tanto. Voglio cantare per loro lasciare che la mia voce esprima la gratitudine nel mio cuore. (…) la cosa più eccitante per me stasera – e quella cui tengo di più – è quella di riuscire ad abbracciare il pubblico con la mia voce, per dire a ciascuno “Ti sono grato per l’immenso supporto e l’affetto durante la mia esperienza passata; è stato di grande conforto. Lasciate che canti per voi, per ciascuno di voi. È il mio modo per dire ‘Grazie.’ ”

Ho pensato a lungo a questa sera, provando a immaginare come sarebbe stata. Come mi sarei sentito mentre passando sotto l’Arco di Trionfo di Barcellona?


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Lo avete visto, ecco come s’è sentito. Una forte commozione intrisa in brani eloquenti come “T’estimo”… quale apertura più adatta? o il celeberrimo Nessun Dorma, l’inno di un vincitore. O anche L’Emigrant… forse questo brano catalano di Vives va preso un po’ con le pinze: l’ultimo verso in particolare, in quell’occasione, quasi avrebbe potuto essere sottratto dal suo naturale contesto se cantato da un uomo, che per mesi è stato lontano dalla sua patria, per malattia… lottare contro la morte lontano dalla patria amata, è come per un bimbo privato della mano della madre nel percorrere una strada scoscesa.

Qui potete trovare il testo e ve ne regalo una versione particolare, un duo con Montserrat Caballé, la sua madrina… che al suo secondo debutto, non poteva mancare. Un cuore di rose e non solo a dimostrarlo.



Dolça Catalunya, patria del meu cor,
quant de tu s’allunya d’anyorança és mort.
(…)
Estic malalt, mes ai!, torneu-me a terra,
jo hi vull morir!

Certe parole, dopo quello che lui aveva vissuto, potrebbero arrecare tristezza, potrebbero far versare lacrime per quel dolore, per quella vita appesa a un filo… per la paura che, quel recital all’Arc de Triomf non ci sarebbe mai stato.
Ma era lì, colmo di felicità, con i suoi occhi lucidi e la sua voglia di vivere, di cantare ancora.

Tutto questo, dopo vent’anni…traspare ancora.

4 commenti:

maria teresa ha detto...

Brava, Luvi! Che bello, che bello è tutto quello che hai scritto, sono parole cariche di sentimento, parole che arrivano fino il cuore e lo fanno battere più forte. Grazie davvero! So que questo soltanto lo può ispirare una personalità , un talento e un'umanità cosi grande come la de Josep.

Maria6666666666666 ha detto...

Un Hombre de un incomensurable carisma. Con una personalidad afascinante. Con una vida apasionante. Una de las más grandes figuras de la lírica de todos los tiempos. Que sabe estar al lado de los demás como un hombre de a pié. Sencillamente, como una persona más. Porque no hace más que ser él mismo. Y, esa timidez que puede desprender, por tan auténtica y humana, termina acercándole aún más a los demás. Un Hombre que como Persona y desde su Arte, cautiva a la gente para una filosofia de vida siempre positiva, apasionada, entregada. Con la mirada siempre hacia delante! Con ese "nunca mirar hacia atrás", palabras que, en el video de Misa Criolla hecho en gran parte en California, reproducía él mismio, desde el discurso de San Carlos Borromeo. Una permanente celebración de la vida, aunque en los momentos donde hay que luchar por esa misma celebración!

Esto lo que me transmite Josep Carreras!

krizia ha detto...

Anch' io ho quel libro..e ogni tanto lo rileggo...perche' da quelle pagine lui riesce a sprigionare un 'esplosione di emozioni infinite. Descrive ogni momento doloroso o splendido con tale intensita'...che pare di ...di vederlo in quel determinato momento.. mi commuove sempre ogni volta....dal profondo. Non molti lo conoscono ...ma anch'io lo consiglio e l'ho consigliato...

krizia ha detto...

comunque le sue parole non recano tristezza ma tutt'altro..una gran voglia di vivere contagiosa.