17/06/2016

JOSEP CARRERAS A ROMA: UN MITO ETERNO SOTTO IL CIELO DELLA CITTÀ ETERNA

Lo scorso martedì, 14 giugno, Josep Carreras ha offerto uno straordinario concerto all'aperto presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma, che ha segnato l'apertura del festival Luglio suona bene. Ad accompagnarlo c'erano il soprano italiano Gladys Rossi e il Maestro David Giménez che ha diretto la Lion Art Orchestra composta da oltre 50 musicisti.


VIDEO - TG2 RAI.TV

Giunto domenica nella capitale della patria del belcanto, il tenore ha tenuto la conferenza stampa di presentazione del suo concerto, della quale è disponibile un brevissimo estratto video.



Come potete vedere, Carreras illustra personalmente i piani per il proprio futuro professionale anche in italiano, lasciando poco spazio a libere interpretazioni. Intende proseguire per altri due o tre anni, durante i quali farà il possibile per tornare in tutti i posti nei quali si è esibito in quasi 50 anni di carriera.

Photo: Auditorium Parco della Musica - Roma (Facebook)


Nella serata di martedì, anche il temo si è mostrato clemente, concedendo al pubblico di Roma l'opportunità di veder brillare ancora una volta sotto il proprio cielo una leggenda che, alla vigilia dei 70 anni, celebra una vita nella musica.

Premiato nel corso della serata con una targa commemorativa, Carreras è stato accolto al suo ingresso da un'ovazione calorosa e prolungata, cui ha fatto seguito un ampio ventaglio di brani dei quali ha dato un'interpretazione intensa ed appassionata. Come prevedibile, il pubblico ha gradito moltissimo i brani della tradizione italiana e napoletana alle quali, come sempre, è riservata una fetta privilegiata del programma. Era de maggio e Pecché hanno aperto la prima parte, mentre Vurria e Passione la seconda, conclusasi con un altro grande classico come Musica Proibita. Ad ogni modo, Carreras ha saputo spaziare nel bacino del Mediterraneo e oltre, proponendo anche T'estimo, Je te veux in duetto con Gladys Rossi, The impossible dream, Lejana tierra mía ed il Dúo y Jota da La africana.

La Lion Art Orchestra guidata da David Giménez si è esibita individualmente per tre volte nel corso della serata, dapprima con l'Arlésienne Suite di Bizet, seguita dalla Jazz Suite. Waltz 2 di Shostakovich e, per ultimo, l'Intermezzo da La Boda de Luis Alonso.



Accolta con grande entusiasmo anche Gladys Rossi, che Carreras ha definito "eccellente soprano, persona adorabile e collega splendida": il soprano italiano ha convinto il pubblico con le proprie interpretazioni del Bolero dai Vespri Siciliani, Summertime, Les filles de Cadix e Me llaman la Primorosa, aggiungendo un contributo personale al disegno variegato e multilingue che ha caratterizzato il programma.

Incessanti ovazioni e insistenti grida di bravo hanno reso indispensabile una corposa sequenza di brani extra tra cui un'immancabile Arrivederci Roma, insieme a Core 'ngrato, Vierno e Non ti scordar di me.

La commozione generale che ha pervaso il pubblico si è unita in controcanto alla voce di un mito che, come è stato detto al TG 2,  riempie i cuori di chi lo ascolta, con la grazia di una professione vissuta nel rigore e nella riconoscenza e nella consapevolezza piena di una vita fortunata, malgrado il dolore di una malattia combattuta e vinta quasi trent'anni fa ma sempre viva nella memoria e nell'insegnamento ricevuto.



ENGLISH

Last Tuesday, 14 June, Josep Carreras offered an extraordinary open-air concert at the Auditorium Parco della Musica in Rome, which marked the opening of the Luglio suona bene Festival. He was accompanied by soprano Gladys Rossi and Maestro David Giménez who conducted the Lion Art Orchestra composed of more than 50 musicians.

The tenor arrived in the capital of the belcanto homeland on Sunday for the press conference of his concert, of which a short video excerpt is available.

As you can see, Carreras personally explains his plans for his professional future in Italian as well, so there is no room for divergent interpretations. He is actually going to continue two or three years more, during which he would like to come back to all the places he has performed in his almost 50-year career.

On Tuesday evening, even the weather showed clemency, allowing the audience to see a legend shine again under the sky of Rome, celebrating a life in music on the eve of his 70th anniversary.

As he arrived on stage, Carreras was welcomed by a long, affectionate standing ovation, which was followed by a wide range of songs he gave an intense and passionate rendition of. As expected, the audience enjoyed very much the Italian and Neapolitan repertoire to which, as usual, a privileged slice of the program is dedicated. 
Era de maggio and Pecché opened the first, while Vurria and Passione the second part, which ended with another great classic like Musica Proibita. 
However, Carreras was able to move around the Mediterranean basin and beyond, T'estimo, Je te veux in duet with Gladys Rossi, The impossible dream, Lejana tierra mía and Dúo y Jota from La Africana.

Gladys Rossi was received with great enthusiasm too: during the press conference, Carreras defined her "an excellent soprano, lovely person and colleague": the Italian soprano fully convinced the audience with her renditions of Bolero by  I Vespri Siciliani, Summertime, Les filles de Cadix and Me llaman the Primorosa, adding her personal contribution to the varied and multilingual design which characterized the program.

The Lion Art Orchestra conducted by David Giménez performed individually three times along the evening, firstly with the Bizet's Arlesienne Suite, followed by Shostakovich' Jazz Suite. Waltz 2 and, finally, the Intermezzo from La Boda de Luis Alonso.

Never-ending ovations and bravos required at least six encores, including an inevitable Arrivederci Roma, along with Core 'ngrato, Vierno and Non ti scordar di me. 
The high degree of general emotion was like a counter-melody joining the voice of a legend who touches the heart of his listeners, with the gracefulness of a profession led with rigor and gratitude, and full awareness of his successful life, despite a disease he fought and overcame almost thirty years ago, but which is still alive in his memory and daylife.

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