18/11/2012

"Il Video della Settimana": Josep Carreras sings "Ella mi fu rapita... Parmi veder le lagrime" and the cabaletta "Possente amor mi chiama" from Rigoletto

Benvenuti per un nuovo Video della Settimana.

Ancora opera questa domenica, con la quale ritorno al grande Giuseppe Verdi dopo la recente parentesi rossiniana della settimana scorsa: il motivo che mi spinge alla scelta di quest'oggi è un'altra ricorrenza che ci rimanda lontano nel tempo ai primissimi anni settanta. Il 14 Novembre del 1971, Josep Carreras interpretava al Liceu il ruolo del Duca di Mantova per la prima volta, dopo aver appena debuttato in Rigoletto a Tenerife. In quell'occasione, le pagine del quotidiano La Vanguardia riportavano la locandina.


La Vanguardia, edició del 14/11/1971

Il giovanissimo Josep, fresco del debutto professionale nello stesso teatro, era il secondo tenore all'interno di un cast in cui spiccavano i nomi di Carlo Bergonzi e di Cornell MacNeil, per l'opera di inaugurazione della stagione 71/72 del Liceu
Nonostante il debutto ufficiale fosse nel 1971, questo capolavoro verdiano ha accompagnato Carreras fin dalla prima infanzia, in seguito alla determinante visione del film Il Gran Caruso con Mario Lanza.
Da bambino, infatti, amava moltissimo cantare a suo modo la celebre aria del terzo atto, La Donna è Mobile, tanto che i suoi amici a scuola lo chiamavano Rigoletto. La sua interpretazione di quest'aria per la Radio Nacional de España risale al 1954, e potete ascoltarla qui. Nel documentario José Carreras - A life story, Carreras commentava che fin da allora non concludeva l'aria con il Si acuto come è di consueto, ma con la cadenza finale, come per altro Verdi aveva scritto. L'ottava alta era prevista solo nell'eco dell'aria alla fine del terzo atto, volto ad enfatizzare la vittoria del Duca, ma la tradizione ha poi voluto altrimenti.
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Photo: © GTL - Antoni Ras Rigau 

Rigoletto, prima opera della trilogia popolare verdiana cui fanno seguito Il Trovatore e La Traviata, è tratta dal dramma di Victor Hugo, "Le Roi s'amuse" (Il Re si diverte). Non si discute sul fatto che si tratti di un autentico capolavoro che concilia drammaticità, passione, amore tra padre e figlia, vendetta, maledizione, oltre a dipingere fedelmente la realtà ottocentesca della concezione della donna. Questa è certamente sminuita dallo spirito libertino del Duca di Mantova, tutt'altro che eroe romantico: è sicuramente per questo motivo che, al di là della vicenda personale che lega Carreras a quest'opera e del fatto che questa fosse tra le prime interpretate all'inizio della sua carriera, il tenore non è mai riuscito ad identificare la sua personalità artistica con un uomo schiavo unicamente di istinti e passioni. Senz'altro si tratta di uno dei ruoli che meno gli consentono di essere sé stesso, oltre ad essere tremendamente difficili vocalmente: per essere un buon Duca di Mantova si deve possedere una voce brillante, una certa facilità nella fascia acuta, un canto vivo... caratteristiche che Josep Carreras poteva certamente soddisfare nel complesso, ma l'incompatibilità umana con questo ruolo lo ha portato a privilegiare altro, lasciando quest'opera ben presto.

Consapevole di tutto questo, ho sviluppato un rapporto bivalente nei confronti di Rigoletto: una sorta di amore-odio che mi porta ad adorare l'assoluta bellezza di moltissimi momenti musicali e al tempo stesso ad odiarne i contenuti, la psicologia di alcuni personaggi, la malvagità verdiana ai limiti del macabro nella fase finale, per quanto geniale e perfettamente studiata musicalmente.
Capirete, quindi, quanto sia difficile per me parlare a cuor leggero di Rigoletto. Per farlo, ho quindi scelto un momento musicale splendido, uno dei tanti, che potrebbe attenuare la mia intolleranza per questo ruolo tenorile: siamo nel secondo atto, quando il Duca sembra quasi darci una falsa speranza in merito alla sua eventuale capacità di provare costanti affetti, speranze che di lì a poco si rivelano vane e prive di alcun fondamento. Se però a cantare questi versi è un, per così dire, "anti-duca" come potrebbe essere stato Josep Carreras, allora chi ascolta sente di poter dare fiducia a questi versi d'amore... almeno fino alla fine del brano. Al di là di tutto quest'aria è talmente bella, e Josep era così convincente che la delizia del suo canto riesce a farmi dimenticare di tutto ciò che rappresenta il Duca. Il delizioso fraseggio, la dolcezza, quel rilievo che dava alle parole rendono la sua versione assolutamente incantevole. Alla celebre aria "Ella mi fu rapita... parmi veder le lagrime" fa seguito altri due momenti di straordinaria ed inconfondibile bellezza verdiana, come il corale "Duca, Duca! L'amante Fu Rapita a Rigoletto" e la cabaletta "Possente amor mi chiama", in cui Carreras torna ad essere protagonista provando con tutti i mezzi a convincerci della buona fede di un personaggio indifendibile: la concluderà anche nell'ottava bassa, ma trovatemene un altro che marcava gli accenti allo stesso modo... già l'incipit suona come una dichiarazione sincera. Non esistendo video alcuno, vi propongo l'audio della performance dal vivo del 23 Aprile del 1973 presso la New York City Opera. Godetevelo!!!


Spero abbiate apprezzato la mia proposta di oggi. L'appuntamento è per domenica prossima con un nuovo video. Buona settimana a tutti!!

Key facts:

◦ Welcome to a new Video of the Week.
Again opera this Sunday, with which I go back to the great Giuseppe Verdi, after the recent  parentheses with Rossini last week: the reason for my choice of today is another anniversary that brings us back in time to the early seventies. On 14 November 1971, Josep Carreras  performed the role of the Duke of Mantua at the Liceu for the first time, having just mede his debut in Rigoletto in Tenerife. At that time, the pages of the newspaper La Vanguardia reported the poster.
The young Josep, almost one year after his debut in a main role in the same theater, was the second tenor in a cast featuring Carlo Bergonzi and Cornell MacNeil, for the opening opera of the season 71/72.
Despite the official debut was in 1971, this masterpiece by Verdi has accompanied Carreras since his  early childhood, after he had watched the determining movie, The Great Caruso with Mario Lanza. As a child, in fact, he really loved to sing, even in his own way, the famous aria of the third act, La Donna è Mobile, so that his schoolmates used to call him Rigoletto. His interpretation of this aria for the Spanish National Radio  dates back to 1954, and can be heard here. In the documentary "José Carreras - A Life Story", he commented that he didn't finished the aria with the usual high B, but with the final cadence, as Verdi had written. The ending with the high octave was to be sung only in the later echo of the aria at the end of the third act, which aims to emphasize the victory of the Duke, but the tradition then marked it different.
◦ Rigoletto, Verdi's first opera of the Popular Trilogy which was followed by Il Trovatore and La Traviata, is taken from the drama of Victor Hugo's "Le Roi s'amuse" (The King is having fun). There is no disputing on the fact that this is a real masterpiece that combines drama, passion, love between father and daughter, vengeance, curse, as well as accurately depict the reality of the nineteenth-century view of women. This is certainly diminished by the libertine spirit of the Duke of Mantua, anything but a real romantic hero: it's for this reason that, beyond the personal story that binds Carreras to this opera, and the fact that this was one of the first one he has interpreted at the beginning of his career, the tenor has never been able to identify his artistic personality with a man only slave of instincts and passions. Certainly it is one of the roles that less allow him to be himself, besides being so vocally demanding: to be a good Duke of Mantua one must have a brilliant voice, a certain ease in acute band, a lively singing. .. Josep Carreras could fairly meet such conditions, but his human incompatibility with this role led him to prefer something different, so he left it quite soon.

◦ Aware of this, I developed a dual relationship with Rigoletto: a sort of love-hate one that leads me to adore the sheer beauty of many musical moments, and at the same time to hate its content, the psychology of some characters, Verdi's evil to the limits of the macabre in the final scene, but musically brilliant and perfectly designed as well. You see then, how difficult it is for me to talk easily of Rigoletto. To do this, I chose a beautiful musical moment, one of many that could ease my intolerance for this tenor role: we are in the second act, when the Duke seems to give us a false hope about its possible ability to feel constant love, hopes soon proved vain and unfounded. However, if these verses are sung by a kind of "anti-Duke" as might Josep Carreras might have been, then the listener feels able to trust these verses of love... at least until the end of the song. Beyond all, this aria is so beautiful, and Josep was so convincing that such delight can make me forget anything that represents the Duke. The delightful phrasing, the sweetness, that remark he gave to words make his version absolutely lovely. The famous aria "Ella mi fu rapita... Parmi veder le lagrime" is followed by two other moments of extraordinary beauty and unmistakably verdian, as the chorale "Duca, Duca! L'amante Fu Rapita a Rigoletto", and cabaletta "Possente amor mi chiama", where Carreras is still the protagonist, trying by all means to convince us of the good faith of a hardly defensible character: the end also the eighth low, but  could you find another one who can equally remarked the accents? ... the opening words already sounds like a sincere statement. As there is no video, I suggest you to listen to the audio of the live performance at the New York City Opera, 23 April 1973. Enjoy it!


Hope you have appreciated my proposal of today. See you next time with a new video. Wish you all a nice week!!

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