12/05/2013

"Il Video della Settimana": Josep Carreras singing Faust in Mefistofele (A. Boito) with Cesare Siepi

Benvenuti per un nuovo Video della Settimana.

Insieme al Don José di Carmen il 2 maggio è una data da collegare ad un altro debutto di cui ricorre il 41esimo anniversario: mi riferisco al ruolo di Faust nel Mefistofele di Arrigo Boito. Certamente mi sono sentita di dare la priorità a Carmen la settimana scorsa, trattandosi di uno dei ruoli più rappresentativi nella carriera del nostro tenore, tuttavia non me la sento proprio di ignorare questo Mefistofele, seppur sembri trattarsi di una performance isolata: isolata, senz'altro, ma debuttare nel ruolo a fianco di uno dei più grandi interpreti del protagonista che dà nome all'opera era una proposta che l'allora giovanissimo Carreras non poteva proprio permettersi di rifiutare. Così è stato: Josep Carreras ha cantato il suo unico Faust del Mefistofele al fianco di Cesare Siepi a Londra, su direzione di Anton Guadagno il 2 maggio del 1972. Un altro motivo per cui non è possibile fare finta di niente è l'esistenza di una registrazione audio di quella sera, un'autentica rarità.

Suddivisa in un prologo, 4 atti ed un epilogo, Mefistofele è un'opera di Arrigo Boito di ambientazione medievale le cui scene hanno luogo nella città di Francoforte, nel cielo ed in altri scenari di fantasia. Come per il Faust di Gounod anch'essa si ispira al romanzo di Goethe, mantenendosi estremamente fedele nel libretto che è assai degno di nota dal punto di vista letterario: questo non sorprende se si considera che Boito ha firmato libretti di diverse opere di grandi compositori come Verdi per Oltello e Falstaff, o La Gioconda di Amilcare Ponchielli.
È un'opera che, dopo un fiasco iniziale ha conosciuto un grande successo anche grazie ad alcune modifiche apportate da Boito: una di queste riguarda proprio il ruolo di Faust, la cui parte è stata trasposta fino corrispondere al registro di tenore, mentre originariamente era stata pensata per un baritono. Nel complesso la reazione ostile che aveva fatto seguito alla presentazione, causandone il ritiro, si è decisamente attenuata nel momento in cui la seconda versione presentava ulteriori cambi legati all'eccessiva durata e ad alcune scene.

L'argomento è di chiara natura spirituale come suggerisce la fonte di ispirazione: come dichiarato nel prologo, notevole tanto a livello musicale come drammatico, il demonio Mefistofele desidera impadronirsi dell'anima del filosofo Faust, ormai prossimo alla vecchiaia, e si propone per questo di farlo cadere in tentazione. Il filosofo incontra "lo spirito che nega", come si apostrofa Mefistofele nei panni di frate grigio, e con esso scenderà a patti: tenutosi sempre distante dagli aspetti più terreni della vita, attratto dalla pace e desideroso di conoscenza sull'amore di Dio, Faust accetta la proposta del diavolo, e qualora riuscisse a vivere anche solo un'ora di felicità tanto da poter dire, appagato dalla vita, "arrestati, sei bello" all'attimo fuggente, la sua anima sarà nelle mani di Mefistofele. Dopo aver sperimentato negli atti centrali, ringiovanito, l'amore puro con Margherita e la sensualità di Elena, le speranze di Mefistofele nella trasformazione di Faust risultano vane, dal momento in cui questi non  ha trovato il suo ideale d'essere, ma nient'altro che dolore e amarezza, realizzando che l'ideale è solo un sogno e che la felicità non è eterna. Ormai prossimo alla morte, rivolge le proprie speranze verso l'amore dell'uomo e al futuro dell'umanità e, nonostante i disperati tentativi di Mefistofele di distrarlo, Faust morirà rapito dall'estasi della visione celestiale: nel rivolgere ad essa la fatidica frase "arrestati, sei bello", la sua anima verrà salvata con la redenzione.

La partitura presenta momenti straordinari, nonostante a tratti emerga l'atteggiamento di Boito più affine a quello di un intellettuale che non di un musicista in senso proprio: tuttavia, al di là del forte contrasto che caratterizza il prologo in cui i cori angelici si stagliano sulla vocalità grave del demonio, Boito assegna a Faust, ormai sotto la responsabilità del tenore, momenti di straordinaria bellezza che vi voglio proporre oggi. Non è un caso che questi coincidano con quelli che, secondo me, sono i due momenti culminanti della vicenda di Faust: la prima aria, Dai campi, dai prati  rientra nel primo atto ed è quella con cui il filosofo presenta la propria natura ed i propri interessi; la seconda, Giunto sul passo estremo appartiene all'epilogo ed in essa dipinge il suo ultimo desiderio, sogno supremo ed ultimo bisogno della sua esistenza, quello di dare vita ad un mondo pacifico ove regnino giustizia e saggezza, esprimendo così così un messaggio di amore prima di lasciare la propria vita. Inutile rimarcare con parole la magia dell'atmosfera di quest'aria più di quanto non facciano già il contenuto, la musica e l'abilità interpretativa del tenore.

Un elemento che senz'altro rende speciale la performance di Josep Carreras è lo splendore che la sua voce godeva nel 1972, a carriera da poco avviata. A quell'epoca l'eleganza del fraseggio e una certa disinvoltura dell'acuto erano alcuni elementi caratterizzanti la sua voce: si notino, per esempio, in  Dai campi dai prati, il fervore con cui affronta i versi centrali che fanno riferimento all'attrazione per l'amore dell'uomo e l'amore di Dio, e la facilità emissiva del Si sul finale, oltre al dire così squisito, tipicamente Carreras, e a quel modo di pronunciare le consonanti e di porre enfasi su certe sillabe che conferisce ad interi versi un aspetto nuovo e personale.
In certa misura ritroviamo questi elementi anche in Giunto sul passo estremo, ma la circostanza su cui quest'aria si erge è, secondo me, di spessore ben diverso: qui Boito raggiunge un livello di bellezza incredibile, è un frammento unico in grado di evocare emozioni molto intense, sebbene non includa note particolarmente alte. Qui le difficoltà sono differenti, è necessario rendere il significato del momento che porta alla redenzione del personaggio e questo, secondo me, richiede una certa esperienza interpretativa.  A questo proposito, la mia vivace immaginazione mi porta a pensare che il risultato sarebbe stato ancora migliore qualche anno più tardi, il tempo necessario di definire ancora di più quella sensibilità interpretativa che lo contraddistingue. Tuttavia, ammetto di non saper resistere a quel timbro dorato, pieno e squisitamente giovanile, ed è con questa versione seppur penalizzata dalla scarsa qualità della registrazione, che mi sono innamorata di quest'aria. Vi raccomando di prestare attenzione perché qui si sente brevemente anche il contributo di Cesare Siepi, in due momenti. In conclusione, vi lascio a questi straordinari frammenti della letteratura operistica. Godeteveli!!

DAI CAMPI, DAI PRATI GIUNTO SUL PASSO ESTREMO Spero abbiate apprezzato la mia proposta di oggi. L'appuntamento è per domenica prossima con un nuovo video. Buona settimana a tutti!!


Key facts:


Welcome to a new Video of the Week.

Besides Don José of Carmen, 2nd May is a date to be connected with another debut of which was the  41st anniversary: ​​I am referring to the role of Faust in Mefistofele by Arrigo Boito. Certainly I chose to give priority to Carmen last week, being one of the most iconic roles in the career of our tenor, but I don't want to ignore this Mefistofele, though it seems to be an isolated performance: isolated, yes, but to make his debut in the role next to one of the greatest interpreters of the character that gives his name to the opera was a proposal that young Carreras just could not refuse. So it happened: Josep Carreras sang his only Faust's Mefistofele alongside Cesare Siepi in London, with Anton Guadagno conducting on 2nd May, 1972. Another reason why I can not ignore it is the existence of an audio recording of that night, a real rarity.
Consisting of a prologue, four acts and an epilogue, Mefistofele is an opera by Arrigo Boito. Set in the Middle Age, the scenes take place in the city of Frankfurt, in the Sky and other fantastic place. Such as Gounod's Faust, it is also inspired by Goethe's novel to which remains extremely faithful in the libretto, that is worthy from the literary point of view: this is not surprising if you consider that Boito signed librettos of several operas such as Verdi's Falstaff and Oltello, or La Gioconda by Amilcare Ponchielli.
It is an opera which, after an initial failure, had a great success due to some changes made by Boito: one of these concerns precisely the role of Faust, whose part was transposed to match the tenor register, as it was originally designed for a baritone. Overall, the hostile reaction that followed the premiere, that caused its retreat, was very attenuated when the second version presented additional changes related to the excessive length of some scenes.
The nature of the topic is clearly spiritual as suggested by the source of inspiration: as stated in the prologue, so remarkable both from the dramatic and musical point of view, devil Mefistofele want to take possession of aged philosopher Faust's soul, so he wants to make him fall into temptation. The philosopher meets "the spirit that denies", as Mephistopheles calls himself, in the shoes of gray friar, makes a deal with him: he had always been far from the more mundane aspects of life, attracted by  peace and eager to know God's love, Faust accepts the devil's proposal, and if he could experience even just an hour of happiness so as to be able to be satisfied with life and say "stop, you are beautiful" to the fleeting moment, his soul will be in Mefistofele's hands. After experiencing in the central acts, made much younger, pure love with Margherita and sensuality with Elena, Mefistofele's hope in the transformation of Faust is vain, as he has not found his ideal of being, but nothing but pain and bitterness, realizing that ideal is just a dream and that happiness is not eternal. Now close to death, he turns his hopes to the love and the future of mankind and, despite Mefistofele's desperate attempts to distract him, Faust will die in ecstasy with a heavenly vision: by saying the fateful phrase "arrested, you are beautiful" to it, his soul will be saved with redemption.
The score presents extraordinary moments, despite Boito's attitude sometimes more akin to that of an intellectual than the one of a proper musician: however, beyond the strong contrast characterising the prologue in which the angelic choirs stand on the devil's low voice, Boito assigns Faust, now under the responsibility of a tenor, moments of extraordinary beauty that I want to propose to you today. It is no coincidence that they coincide with those that, in my opinion, are the two highlights of the story of Faust: the first aria, Dai campi, dai prati, in the first act, when the philosopher explain his own nature and interests, and the second one, Giunto sul passo estremo in the epilogue, when he expresses his last wish, supreme dream and ultimate need of his existence, to give life to a peaceful world where justice and wisdom reign, expressing thus a message of love before dying. Needless to emphasize with words the magic atmosphere of this aria more than  music and interpretative skills of the tenor already do.
One element that certainly makes Josep Carreras' performance special is his glorious voice in 1972, when his career had just started. At that time, the elegance of his phrasing and a certain facility with high notes were some peculiar elements of his voice: please notice, for example, in Dai campi, dai prati, the fervor with which he faces the central verses referring to his attraction for love, especially for God's love, and his ease with the high B at the end, in addition to his exquisite way to say, typically Carreras, and the way he pronounces consonants and put an emphasis on certain syllables giving a new and personal look to full verses. In part we find these elements in Giunto sul passo estremo, but here the circumstance is, in my opinion, very different: Boito reaches a level of incredible beauty, it is a unique fragment capable of evoking very intense emotions, although it does not include  particularly high notes. Here difficulties are different, it is necessary to give the right the meaning to the moment preceeding the redemption of the character, and this, in my opinion, requires a certain interpretative experience. In this regard, my lively imagination leads me to think that the result would have been even better a few years later, just after some time enough to define even more the interpretative sensibility we identify him with. However, I admit I can't resist such golden timbre, full and exquisitely youthful, and it is with this very version, though penalized by the poor quality of the recording, I have fallen in love with this aria. I recommend you to pay attention to Cesare Siepi's contribution in two moments. In conclusion, let's listen such extraordinary fragments of operatic literature. Enjoy them!

I hope you have appreciated my proposal of today. See you next Sunday with a new video. Wish you all a nice week!!

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