02/02/2014

"Il Video della Settimana": Josep Carreras sings "Una Furtiva Lagrima" for the rebuilding of the Liceu destroyed by fire 20 years ago

Benvenuti a un nuovo Video della Settimana.

Purtroppo oggi non verrà ricordato niente di piacevole. Anche chi non ha mai avuto modo di assistere a una recita d'opera al Gran Teatre del Liceu ha ben presente le caratteristiche della magnifica sala e non può rimanere indifferente a immagini drammatiche come quella che segue. Sono trascorsi 20 anni da quando palco, platea e palchi dell'Opera di Barcellona sono stati completamente distrutti dalle fiamme di un incendio, era la mattina del 31 gennaio 1994.

The hall of the Gran Teatre del Liceu after the fire was extinguished.
Questo era ciò che rimaneva dopo un lungo e difficoltoso intervento per estinguere le fiamme che si erano propagate in modo incontrollabile nonostante le misure di sicurezza: l'incidente era avvenuto durante la riparazione del sipario di ferro, che nei teatri ha proprio la funzione di isolare la sala dal palcoscenico in caso di incendio.
Una coincidenza tragicamente sfortunata che ha ridotto in cenere non solo quasi un secolo e mezzo di storia della città, ma anche il suo cuore musicale: quell'impressionante colonna di fumo che si erigeva sull'edificio, del quale erano però rimaste intatte la facciata e altri settori, si stava portando via tutto, trascinando ricordi e passioni; per moltissime persone rappresentava la fine, la fine di un teatro che aveva collezionato un'ampia sequenza di momenti gloriosi che ne avevano arricchito l'anima, la fine di un'epoca, di un mito. Un dolore immenso come per una perdita personale, come nel veder bruciare la propria casa.

Ma Barcellona è una città forte, e del resto non si trattava del primo incendio che condannava il Liceu a una fine amara: dopo il primo disastro del 1861, la ricostruzione è stata realizzata in appena un anno, e questo spirito era d'esempio per una nuova volontà collettiva di rinascita, compiuta questa volta in 5 anni, con la riapertura avvenuta il 7 ottobre del 1999.

Il Liceu era così risorto dalle ceneri su forte desiderio di tutti, recuperando quasi totalmente le sue sembianze, anzi raggiungendo livelli d'eccellenza che lo rendono oggi uno dei teatri d'opera più importanti e riconosciuti in assoluto, acquisendo una professionalità ancora maggiore.
Eppure... eppure non è lo stesso di prima.
Per l'età che ho posso dire di aver vissuto, in poche occasioni non abitando a Barcellona, solo il nuovo teatro con grande emozioni, ma praticamente tutti i miei "ricordi", finti ricordi perché non li ho vissuti, oppure li ho vissuti in differita, a distanza di decenni e attraverso uno schermo, sono vincolati all'anima del vecchio Liceu: per questo motivo soffro terribilmente nel vedere queste immagini (video), e capisco perfettamente chi, nonostante tutto, tutt'ora provi nostalgia nel ricordo della vecchia sala che trasudava storia e tradizione, di quell'acustica impeccabile che non è stato possibile ricreare nonostante le maggiori possibilità tecniche, ma soprattutto di quel modo di andare all'opera e viverla con passione viscerale.
Tuttavia la nostalgia e la tristezza non bastavano per riportare indietro il Liceu: ora il nuovo edificio ha quasi 15 anni di vita e, come ha detto qualcuno, pian piano comincia ad avere anima. Non solo le istituzioni si sono adoperate nella consapevolezza che quella che era stata la prima sala d'opera in Catalogna e in Spagna, uno dei maggiori punti di riferimento, di confluenza ed espansione della vita artistica e sociale della città, avrebbe dovuto necessariamente risorgere al più presto, ma anche gli artisti che lì dentro avevano vissuto alcuni dei loro memorabili trionfi. Al diffondersi la notizia della tragedia Montserrat Caballé si era precipitata nella Rambla dels Caputxins, e insieme a lei moltissime altre stelle, connazionali e non, come Victoria de los Ángeles, Jaume Aragall, Manuel Ausensi Alfredo Kraus, Luciano Pavarotti, e il nostro Josep Carreras da Atlantic City, piangevano il dramma che aveva colpito il teatro caro a tutti loro. L'edizione de La Vanguardia del 2 febbraio riportava tra le tante dichiarazioni, la seguente:
«Estoy costernado. A nivel personal he nacido como cantante en el Liceu, porque la primaera ópera que vi fue en el Liceu y la primera vez que pisé un escenario fue el del Liceu, y la última vez que canté una ópera fue en el Liceu. Todo esto es muy triste. Aportaré todo lo que pueda para reconstruirlo o crear de otro teatro de la ópera en Barcelona. Soy solidario con cualquier tipo de idea. Las polémicas sobre la seguridad del teatro no tienen sentido. Esto ha sido un accidente. Nadie lo ha deseado. Ahora debemos ser muy positivos.»  Josep Carreras
Una delle iniziative pressoché immediate per procedere alla ricostruzione del teatro è stata l'organizzazione della Gran Gala "Les millors veus del món" sul motto "Recostruim el Liceu", al quale hanno preso parte le più grandi stelle dell'opera, riunite per la prima volta al Palau Sant Jordi di Barcellona, in data 17 marzo dello stesso anno.
Tra i grandi nomi, quelli di Victoria de los Ángeles, Maria Bayo, Montserrat Caballé, Fiorenza Cossotto, Eva Marton, Aprile Millo, Frederica von Stade, Jaume Aragall, Piero Cappuccilli, Eduard Giménez, Alfredo Kraus, Juan Pons, Vicenç Sardinero, e la partecipazione a distanza di altri grandi quali Renata Tebaldi e Riccardo Muti dal Teatro Alla Scala, Mirella Freni e Nicolai Ghiaurov dal Metropolitan, Plácido Domingo da Puerto Rico e Josep Carreras da Londra.

Il contributo di Josep Carreras proviene da un concerto indimenticabile offerto appena due giorni prima presso la Royal Albert Hall di Londra, il suo celebre tributo a Mario Lanza intitolato opportunamente "With a song in my heart". In questo repertorio di brani resi popolari dal carismatico tenore americano, spiccava una lacrima, Una furtiva lagrima, la dedica al Suo Liceu, a quello che non c'era più e a quello che sarebbe nato dopo cinque anni. È una versione sicuramente diversa rispetto al Nemorino cui eravamo abituati a sentire da lui, meno fresca e più matura, ma con una passione e un'espressività immutati nel tempo, sempre meraviglioso nei pianissimo. Ma non voglio sminuirne il valore emotivo perdendomi in dettagli tecnici. Godetevelo!!


Spero abbiate gradito la mia proposta di oggi. L'appuntamento è per domenica prossima con un nuovo video. Buona settimana a tutti!!

Key facts: 

Welcome to a new Video of the Week. 
Unfortunately, today the anniversary of a tragic moment will be remembered. Even those who have never had the opportunity to attend an opera performance at the Gran Teatre del Liceu are supposed to be quite familiar with the features of the magnificent hall, so they can not remain indifferent to such dramatic images like the one above. It's wenty years since the stage, the parterre and boxes of the Opera House in Barcelona were completely destroyed by fire, it was the morning of 31 January 1994. This was what remained after a long and difficult operation to extinguish the flames that had spread uncontrollably despite the safety measures: the accident had occurred during the fixing of the iron curtain, that is supposed to isolate the hall from the stage in case of fire. A tragically unfortunate coincidence that reduced to ashes not only almost a century and a half of the city's history, but must of all its musical heart: such impressive column of smoke right avove the building, whose facade and other parts of it remained intact, was taking it all away, dragging memories and passions; for many people it was like the end of the world, the end of an opera house that had collected a large sequence of glorious moments that had enriched its soul, the end of an era, of a myth. An immense pain as a personal loss, as if they were watching the burning of their own house. But in Barcelona people are strong, and also it was not the first fire that condemned the Liceu to be completely built again: after the first disaster of 1861, the reconstruction was completed in just one year, and such spirit was an example for a new collective will of rebirth, but this time it took 5 years, as the reopening took place on 7 October 1999. So the Liceu was risen from the ashes on strong desire of everyone, recovering almost completely its appearance, even achieving levels of excellence that make it today one of the most important and rewarded opera houses in the world, gaining even more professionalism. Yet... yet it is not the same as before. For my age, I can say I lived on a few occasions, as do not live in Barcelona, ​​only the new theater, with great excitement, but virtually all my "memories" (false memories because actually I've not lived those moments, or I've lived them deferred, after decades and through a screen) are bound to the soul of the old Liceu, which is why I still suffer terribly in seeing these images (video), and I completely understand those who, despite everything, still miss the old hall that oozed history and tradition, for impeccable acousting that was impossible to reproduce despite much wider technical possibilities, but most of all that way of going to opera, of living with such visceral passion. However, the nostalgia and sadness were not enough to bring back the Liceu: the new building now is nearly 15 years and , as someone said , slowly begins to have its own soul. 
Not only the institutions have worked, well aware that what had been the first opera house in Catalonia and in Spain, one of the major points of reference, convergence and expansion of the artistic and social life of the city, would necessarily have to rise again as soon as possible, but also the artists who had experienced there some of their memorable triumphs as well. As the news of the tragedy was spread, Montserrat Caballé rushed in the Rambla dels Caputxins, and along with her many other stars, both her countrymen and not, as Victoria de los Ángeles, Jaume Aragall, Manuel Ausensi, Alfredo Kraus, Luciano Pavarotti, and our dear Josep Carreras from Atlantic City, mourned the tragedy that had befallen to a theater dear to them all. 
The edition of La Vanguardia of 2 February, among the many declarations, reported what follows: "Estoy costernado. A nivel personal he nacido como cantante en el Liceu, porque la primaera ópera que vi fue en el Liceu y la primera vez que pisé un escenario fue el del Liceu, y la última vez que canté una ópera fue en el Liceu. Todo esto es muy triste. Aportaré todo lo que pueda para reconstruirlo o crear de otro teatro de la ópera en Barcelona. Soy solidario con cualquier tipo de idea. Las polémicas sobre la seguridad del teatro no tienen sentido. Esto ha sido un accidente. Nadie lo ha deseado. Ahora debemos ser muy positivos" (I'm dismayed. On a personal level I was born as a singer at the Liceu, because the first opera I attended was at the Liceu, and the first time I stepped on stage was at the Liceu, and the last time I sang an opera was at the Liceu. All this is very sad. I will do anything I can to rebuild it or create another opera house in Barcelona. I am supportive of any idea. The controversy against the safety of the theater does not make any sense. This has been an accident. Nobody wished it. Now we must be positive.) - Josep Carreras 
One of the most immediate initiatives for the reconstruction was the planning of the Grand Gala "Les millors veus del món (The best voices in the world)" on the motto "Recostruïm el Liceu (Let's build again the Liceu)" , to which in the greatest opera stars took part, joining all together for the first time at the Palau Sant Jordi in Barcelona on 17 March of the same year. Among the big names, those of Victoria de los Ángeles, Maria Bayo, Montserrat Caballe, Fiorenza Cossotto, Eva Marton, Aprile Millo, Frederica von Stade, Jaume Aragall, Piero Cappuccilli, Eduard Giménez, Alfredo Kraus, Juan Pons, Vicenç Sardinero, as well as some more from far away such as Renata Tebaldi and Riccardo Muti from Milan, Mirella Freni and Nicolai Ghiaurov from the New York, Plácido Domingo from Puerto Rico, and Josep Carreras from London. 
The contribution of Josep Carreras came from an unforgettable concert he had offered just two days before at the Royal Albert Hall in London, his famous tribute to Mario Lanza appropriately titled "With a Song in My Heart". In this repertoire of songs made ​​popular by the charismatic American tenor, stood out a tear, Una furtiva lagrima, his dedication to his Liceu , both the old one who did not exist any more, and the new one to be born five years later.
It's definitely a different version if compared to the Nemorino we were used to, less fresh and more mature, but with a passion and an expressivity unchanged over time, always wonderful with his pianissimo. But I do not want to diminish the emotional value of this getting lost in technical details. Just enjoy it!
I hope you have appreciated my proposal of today. See you next Sunday with a new video. Have a nice week!!

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