20/07/2012

Josep Carreras shone with his voice on the Roman Amphitheatre in Zouk Mikael, Lebanon

Josep Carreras passa dal garantire un inizio spettacolare al D-Marin Festival di Turgutreis a chiudere in maniera indimenticabile quello di Zouk Mikael, nella suggestiva location dell'Anfiteatro Romano, a pochi chilometri da Beirut, in Libano.
Al suo fianco si è esibito anche il soprano Monica Yunus, e l'Orchestra Filarmonica Libanese è stata guidata magistralmente dal Maestro David Giménez.

Come annunciava già nella conferenza stampa a Beirut di pochi giorni fa, Carreras era molto felice di essere in Libano, una terra straordinaria di cui conosce bene le tradizioni culturali e musicali nello specifico. Non era inoltre preoccupato per la situazione instabile che mina il paese: "Se voi siete qui, non vedo perché non possa starci anche io", ha sostenuto il tenore, mostrandosi profondamente solidale nei confronti del popolo libanese.


La serata del 18 luglio non ha presentato un clima più fresco per l'occasione, e il grande traffico per le strade non ha facilitato la puntualità nell'affluenza all'anfiteatro, che tuttavia a concerto avviato contava più di 2.000 persone al suo interno.



Josep Carreras è stato accolto in maniera straordinariamente calorosa dal pubblico e ha aperto la serata con brani della tradizione italiana e napoletana quali L'Ultima Canzone e Pecché, per poi riprendere con altri due,  di origine latina e catalana, come Lejana Tierra Mía e Rosó (Pel Teu Amor), e chiudere ufficialmente la prima parte con The Impossible Dream. Questa prima metà ha contato anche con le performance del soprano, Monica Yunus, che ha lasciato un'ottima impressione di sé con due brani operistici come Je Veux Vivre da Roméo et Juliette e Quando me'n vò da La Bohème. In realtà a segnare l'inizio vero e proprio del concerto è stata l'Orchestra Filarmonica Libanese che, sotto l'impeccabile guida di David Giménez, ha eseguito l'ouverture de L'Arlésienne Suite. Farandole, e l'Intermezzo de Cavalleria Rusticana.

Dopo un intervallo di circa 20 minuti, la seconda parte è stata aperta dallo stesso Carreras, con un nuovo assaggio partenopeo mediante le splendide Passione e Vurria, e in seguito Dicitencello Vuje. Monica Yunus ha offerto invece versioni notevoli de Il Bacio di Aditi e Me llaman la Primorosa da El Barbero de Sevilla, mentre l'Orchestra ha offerto un'ultima performance con l'intermezzo de La Boda de Luís Alonso. Uno dei momenti di maggiore intensità si è verificato con l'unione dei due cantanti del duetto El dúo de la Africana, nel quale sia Carreras sia la Yunus hanno sfoderato incredibili abilità interpretative talvolta non previste dalla modalità di concerto. Questo è stato quindi un dettaglio particolarmente apprezzato dal pubblico che ha letteralmente preso fuoco, un fuoco alimentatosi ancor di più con la chiusura altrettanto emotiva del solo tenore con il consueto brano, Core 'ngrato.



La stampa commenta una buona mezz'ora extra per una sequenza, presumo, di cinque encores i cui titoli non sono però specificati apertamente, ad eccezione del Brindisi de La Traviata che potete godervi guardando il video sopra. Io mi diverto sempre a indovinarli, lascio provare anche voi.
Su Twitter e non solo ho letto commenti realmente entusiastici su questo concerto, e non posso che essere estremamente felice del fatto che Josep Carreras, nella sua breve permanenza di 72 ore, abbia regalato al Libano una notte davvero indimenticabile.

BRAVO JOSEP!!!

Key facts: 

◦ Josep Carreras, after bringing such special opening to D-Marin Festival in Turgutreis, has now marked a wonderful closing concert to the Zouk Mikael Festival at the Roman Amphitheatre, few kilometers far from Beirut, in Lebanon. He performed with soprano Monica Tunus and Maestro David Giménez, conducting the Lebanese Philarmonic Orchestra. Wednesday night wasn't less hot, and traffic jam made it so difficult to arrive in time, even though the amphitheatre was filled with more that 2.000 people when the concert began. As previously announced in the press conference that took place in Beirut few days ago, Carreras said to be so happy and honoured to perform once again in Lebanon, whose musical traditions he knows so well. He was not worried at all about the difficult situation in that country: "If you are here, I can too" the tenor stated showing a great solidarity towards Lebanese people. 
◦ Josep Carreras has been welcomed so warmly by the audience, and opened the concert with some songs taken from the best italian and neapolitan tradition such as L'ultima Canzone and Pecché, to be followed by Lejana Tierra Mía and Rosó (Pel teu amor), respectively south-american and catalan, and by The Impossible dream that closed the first part. Monica Yunus revealed to be so great singing two operatic pieces such as Je Veux Vivre from Roméo et Juliette and Quando me'n vò from La Bohème.. Actually what marked the real beginning of the concert was the Orchestra conducted by David Giménez with the ouverture of L'Arlésienne Suite. Farandole and the Intermezzo from Cavalleria Rusticana. 
◦ After a 20 minute-intermission, the second part began with two more neapolitan songs as Vurria, Passione and Dicitencello Vuje, a bit after. The soprano offered her rednitions of Il Bacio by Arditi and Me llaman la primorosa from El Barbero de Sevilla, while the Orchestra performed oce again with the intermezzo from La Boda de Luís Alonso. One of the most intense moment has been the duet El dúo de la Africana in which the two singers performed together properly acting on the stage, something not typical of the concert format. That's why this detail fired the audience with both emotion and enthusiasm, even more after the last song of the official program, the emotive, usual closing with Core 'ngrato sung by Carreras. 
◦ Press inform us about an almost 30 minute-extra singing, a sequence of, I guess, 5 encores whose titles we don't know but the last one, Brindis from La Traviata you can enjoy by watching the video above. I always have fun trying to guess them, you can do the same. On Twitter, I read really enthusiastic comments about those lucky who attended this concert, and I can't but be very happy because Josep Carreras, during his 72 hour- stay, offered and unforgettable night to Lebanon.

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