17/06/2013

"Il Video della Settimana": Josep Carreras, Recital de la celebració dels 50 anys al Liceu (17.06.2008)

Benvenuti per un nuovo Video della Settimana.

Come vi ho già fatto notare giugno si sta rivelando un mese pieno di anniversari speciali tanto che, per accumulo e sovrapposizione, risulta difficile onorare tutte le ricorrenze allo stesso modo. Sono sicura che col tempo ognuna troverà il giusto spazio, ma talvolta è necessario compiere una scelta e si sa che ogni scelta comporta qualche rinuncia, seppur momentanea.
Detto questo non posso proprio ignorare che oggi, 17 giugno, è il quinto anniversario del memorabile recital che Josep Carreras ha cantato al Gran Teatre del Liceu di Barcellona al fine di celebrare i cinquant'anni della sua relazione con l'opera barcellonese, a partire dalla sua prima performance all'età di 11 anni nel gennaio 1958 con "El Retablo de Maese Pedro" di Manuel de Falla

Front covers: (L) the book "Josep Carreras_ l'home, l'artista"; (R) recital program
Per l'occasione, il Liceu si è adoperato su diversi fronti. Nel foyer è stata allestita una esposizione intesa come viaggio cronologico nel percorso professionale e personale di Josep Carreras: dalle foto dell'infanzia, fino alle più rappresentative di ognuna delle grandi notti di cui è stato protagonista straordinario nel teatro, da tre fra i costumi più pregiati della sua collezione personale, alla riproduzione del suo camerino con gli oggetti personali che non potrebbero mai mancare.
Più di 200 fotografie per ricordare ogni attimo glorioso di questi 50 anni nei quali si è esibito in più di 26 personaggi differenti. Una piccola parte di queste è stata riprodotta su un libro "Josep Carreras: l'home, l'artista" che il Liceu ha pubblicato appositamente. Ovviamente si tratta di un libro che non potete non avere. Nel caso vi consiglio di rimediare.

Ad inaugurare questa esposizione era stata una conferenza stampa tenuta dallo stesso Carreras, affiancato dal direttore artistico del Liceu, Joan Matabosch il 5 giugno del 2008. Nel video qui sotto potete rivedere un breve estratto in cui Carreras accenna al recital del 6 novembre 1988, il suo ritorno professionale al Liceu dopo la drammatica parentesi della sua malattia, e Matabosch intento a rimarcare la stretta relazione tra il tenore ed il suo teatro che da subito ha avuto la massima fiducia in lui, ancora prima di offrirgli l'opportunità del debutto professionale nel 1970.



All'epoca questo blog non era ancora nato, ero una fan che seguiva la sua attività con grande passione e che attendeva con ansia la prima occasione di un concerto dal vivo che sarebbe arrivato a giorni, ma purtroppo non si trattava di questo. Ricordo il fermento, l'atmosfera straordinaria che ha accompagnato fino all'ultimo questo evento tanto speciale, che ha mobilitato radio e televisione, oltre ad un numero considerevole di ammiratori di ogni genere. Anche da lontano, e con l'immenso rammarico di non poterlo vivere, respiravo tutto questo.
La sera del 17 giugno 2008 ho dovuto accontentarmi di gustare ogni secondo di questo recital prima per radio, e poi con la trasmissione in differita da parte di TV3, con l'emozione ed il raccoglimento che normalmente richiedono l'assistere ad un concerto. Sono d'accordissimo con chi sostiene che era un concerto da vivere e non da vedere in televisione: coloro che hanno fatto entrambe le cose si sono resi conto perfettamente della differenza, della densità emotiva che riempiva la sala del Liceu, per non parlare dello sconcerto nel realizzare che in realtà la trasmissione di TV3 presentava dei tagli.

Era evidente l'emozione del tenore durante i preparativi di questo recital, allo stesso modo si trattava di un momento indimenticabile per i fans in generale, ma forse soprattutto per tutti i liceistes, quelli che frequentavano assiduamente il teatro e che hanno vissuto ognuno dei momenti leggendari dei quali l'esposizione nel foyer mostrava gli scatti più emblematici. I liceistes che hanno amato Carreras sempre e da sempre, con autenticità, non potevano mancare. Certo, qualcuno poteva nutrire un certo timore a causa degli effetti del tempo che hanno senz'altro influito sulla sua voce: forse qualcuno di loro ha preferito mantenere il ricordo di un passato assolutamente glorioso, qualcun'altro invece, oltre al ricordo ha serbato la gratitudine per questo passato, e l'ha voluta dimostrare ancora una volta, andando a teatro a rendere omaggio ad uno dei nomi che hanno contribuito a rendere grande il Liceu per 50 anni. Questa mi sembra la posizione migliore, perché il rapporto con l'artista deve essere biunivoco: l'artista dà, Carreras ha sempre dato tutto sé stesso e questa è stata una delle armi che più hanno giocato a suo favore, e il pubblico deve ripagare questo dono, e deve farlo con tutto il cuore.

Se l'ovazione che doveva accogliere il tenore al suo ingresso avesse dovuto tenere oggettivamente conto del valore artistico ed emotivo di ognuno dei momenti di cui era stato protagonista lì dentro, forse il Liceu avrebbe dovuto tremare... non dirò "prendere fuoco" come si suol dire in questi casi, perché non mi sembra una metafora felice parlando di questo teatro.

Come era noto, anche se trovo ancora qualcuno sorpreso per questo aspetto, il programma non era esattamente operistico, ma prevedeva un repertorio per un pubblico più ampio. Non erano Tosca, La Bohème, Adriana Lecouvreur, La Forza del Destino, Andrea Chénier, L'Elisir d'amore, Roméo et Juliette, Hérodiade, ma brani di Scarlatti, Furio Rendine, Eduard Toldrà, Francesco Paolo Tosti, Nicola Valente, Gustavino, Costa, Gambardella e moltissimi altri ancora: a prescindere dal repertorio, dal tempo che non perdona nessuno, da qualsiasi altro fattore che potesse creare perplessità in qualcuno, Josep Carreras ha restituito l'emozione più viva anche agli inguaribili (giustamente!) nostalgici che, nonostante tutto, hanno percepito ancora buona parte di quella magia di allora: la squisita bellezza del suo fraseggio, il suo concedersi con la massima generosità, sopratutto man mano che il recital entrava nel vivo, deve aver rievocato i fantasmi dei suoi Cavaradossi, Rodolfo, Chenier, Alvaro, Maurizio, Nemorino, Romeo, Jean... e tutti quei personaggi di cui Carreras ha dato anima. Non intendo esagerare e non lo sto facendo: non sto certamente alludendo alle condizioni vocali dell'epoca, ma piuttosto alla perfetta dizione,  l'eleganza, a quello stesso modo di dire, di sottolineare ogni parola, ogni consonante ammaliando e seducendo, a quella comunicazione con il pubblico che elimina ogni barriera, e che travolge per la sincerità e l'emozione.

Il mio amico Joaquim, l'autore del ricchissimo blog operistico In Fernem Land, di recente ha pubblicato un post non previsto nei suoi programmi: il titolo emblematico era "Josep Carreras o l'emoció operistica". Non mi stupisce affatto che anche dopo tanti anni Carreras provochi ancora questi slanci emotivi: non posso credere che sia possibile parlare di lui senza emozionarsi o addirittura emozionare. A Joaquim, carrerista liceista che quindi ha vissuto tutti i grandi momenti del passato di Josep al a Barcellona, va riconosciuto il merito di saper spiegare il perché di tanta emozione e di trasmetterla a sua volta al lettore e so benissimo quanto questo sia difficile, perché spesso la lingua non si mostra all'altezza di tanto splendore. Prendendo in prestito il suo titolo mi sento di dire che Josep Carreras È l'emozione operistica, e l'ha dimostrato al Liceu anche a distanza di 50 anni dalla sua prima performance.

1. Josep Carreras and Lorenzo Bavaj. 

Nel collage fotografico, di fianco alle due immagini del recital potete vedere due esemplari dei cartoncini che sono piovuti sul palco appena prima della parte dedicata agli encores, senz'altro uno dei momenti di maggiore emotività con tutto il pubblico in piedi a rendere omaggio ad uno dei figli più illustri ed amati del Gran Teatre del Liceu. Potete vederlo qui (video).

Vorrei tanto dirvi di poter condividere qui sotto l'intero recital, ma questo non corrisponderebbe a verità: come dicevo TV3 ha apportato alcuni tagli e molti di questi riguardano gli encores che in totale erano 8. Tra queste ricordo momenti di massima intensità quali Core 'ngrato e Un'Ombra, che avevo ascoltato in radio ma che non avevo potuto rivedere in televisione: c'era chi attribuiva questa scelta all'eventuale pubblicazione di un DVD, o probabilmente alla necessità di adeguare le tempistiche per poter trasmettere in diretta l'arrivo del tenore alla spiaggia della Barceloneta, precisamente la Platja de Sant Sebastià dove ad attenderlo c'erano circa 2.000 persone per ascoltare una sola canzone, per la sorpresa. Il brano mancante nel programma del recital a teatro era Rosó, la stessa che la gente acclamava a gran voce e che ha potuto gustare in una circostanza davvero unica. Appena giunto alla Barceloneta, Carreras ha parlato di emozione, gratitudine ed a conclusione ha ringraziato tutti per l'affetto e la fedeltà... tutte cose che Josep si merita, e che chi si sente totalmente appagato dal suo canto unico ed ineguagliabile gli deve con la massima devozione.

Ad ogni modo oggi non prenderemo in esame nessun brano in particolare: l'edizione odierna è dedicata al ricordo di questo recital per intero, senza contare che i suoi frammenti trovano spesso spazio nei Video della Settimana. Tutti i video disponibili li potete trovare qui. Godetevelo!!

Spero abbiate apprezzato la mia proposta di oggi. L'appuntamento è per domenica prossima con un nuovo video. Buona settimana a tutti!!

Key facts:

Welcome to a new Video of the Week.

As I have already pointed out June is proving to be a month full of special anniversaries so that, for accumulation and overlap, it is difficult to honor each of them equally. I'm sure that over time each will find the right space, but sometimes you need to make a choice and you know that every choice involves some sacrifice, even temporary.
I just can not ignore the fact that today, 17 June, is the fifth anniversary of that memorable recital Josep Carreras sang at the Gran Teatre del Liceu in Barcelona in order to celebrate the 50th years at the Barcelona Opera House, ​​starting from his first very performance when he was 11 in January 1958 with "El Retablo de Maese Pedro" by Manuel de Falla.
For the occasion, the Liceu has worked on several fronts. In the foyer was staged an exhibition intended as a chronological journey into his professional and personal life: from photos of his childhood, to the most representative ones of each of his great nights in the theater, from three of his finest costumes of his personal collection to the reproduction of his dressing room with personal items that could never miss. Over 200 photos to remember every moment of those 50 glorious years in which he had embody more than 26 different characters. A small part of these are part of the book "Josep Carreras: the man, the artist" that the Liceu published specifically on this occasion. Obviously this is a book you must have. In the case you don't I suggest you to fix it.
To open this exhibition was a press conference held by the same Carreras, together with the artistic director of the Liceu, Joan Matabosch on June 5, 2008. In the video above you can watch again a brief excerpt in which Carreras mentions the recital of 6 November 1988, his professional come back at the Liceu after the dramatic period of his illness; then Matabosch meant to emphasize the close relationship between the tenor and his theater which trusted him from an early age, as well as offered  to him the opportunity of his professional debut in 1970.
At that time this blog did not exist yet, I was a fan who followed his activity with great passion and  was looking foward my very first opportunity to attend a live concert that would come in a few days, but unfortunately it was not this one. I remember the excitement, the extraordinary atmosphere that accompanied such special event, which has involved all media, such as press, radio and television, as well as a considerable number of admirers of all kinds. Even from the distance, and with great regret for the impossibility to experience it, I could breathe it all.
On the evening of June 17, 2008 so I was happy to enjoy every second of this recital, firstly on radio, and then with the delayed broadcast by TV3, with the excitement and concentration that would normally require attending a concert. I could not but totally agree with those who say that it was a concert to be experienced live and not to be watched on television: those who have done both  perfectly know the difference, they know the emotional intensity that filled the hall of the Liceu, not to mention the disappointment in realizing that the transmission of TV3 was reduced.
It was so evident the emotion of the tenor during the preparation of this recital, as well as it was an unforgettable, emotional moment for the fans in general, but perhaps even more special for all liceistes, those who regularly attended the performances at the Liceo and who have experienced each of the legendary moments of which the exhibition in the foyer showed the most emblematic shots. Those Liceistes that had always loved Carreras, with authenticity, could not miss. Of course, someone could have some doubts for how the effect of time marked his voice: perhaps someone has preferred to keep enjoying the memory of as absolutely glorious past, while someone else needed to express the gratitude for such past once again, going to the theater to honor one of the greatest artist that gave his contribution to make Liceu even greater during 50 years. These people made the best choice, because the relationship with the artist must be two-way: the artist gives, Carreras has always given all himself and this was one of his best features, and the public must repay this gift, and have to do so wholeheartedly. 
If the ovation that was to welcome the tenor as he arrived on the stage had objectively had to take into account the real value of each of his artistic and emotional moments there, probably the Liceu was supposed to tremble... I will not mention the word "fire", as it is definitely not the best metaphor talking about the Liceu.
As we all knew, although I still find someone surprised by this, the program was not exactly operatic, but it provided a repertoire for a wider audience. It was not Tosca, La Bohème, Adriana Lecouvreur, La Forza del Destino, Andrea Chénier, L'Elisir d'amore, Roméo et Juliette, Hérodiade, but songs by Scarlatti, Furio Rendine, Eduard Toldrà, Francesco Paolo Tosti, Nicola Valente, Gustavino, Costa, Gambardella and many, many more: no matter what the repertoire was like, no matter the time effects or any other factor that could create doubt in someone, Josep Carreras gave the same lively emotion  even to the most incurable nostalgic admirers. Despite everything, they could perceive a good part of the magic of that time: the exquisite beauty of his phrasing, such generous devotion from him, especially as the recital turned more and more intense, must have evoked the ghosts of his Cavaradossi, Rodolfo, Chenier, Alvaro, Maurizio, Nemorino, Roméo, Jean ... and all those characters  Carreras had protrayed there. I do not want to exaggerate it and I'm not doing it: I'm certainly  not alluding to the voice condition of that time, but rather to his perfect diction, elegance, to his unique way of saying words, to emphasize every consonant seducing everyone, to that kind of communication with the public without barriers that overwhelms for sincerity and emotion.
My friend Joaquim, the author of such great operatic blog "In Fernem Land", recently published a post he didn't expect to write in that occasion: the emblematic title was "Josep Carreras or operatic emotion". I am not surprised by the fact that Carreras still causes suchn emotional outbursts after all these years: I don't think it is possible to speak of him without feeling excited or even excite.  Joaquim, both liceista and Carreras fan who has lived all his great moments of the past in Barcelona,  has to be praised for ​​being able to exactly explain the reasons for such emotion and to clearly transmit it on to the reader, and I know how difficult this is, because often the language does not match up with such marvellous singing. Borrowing his title I would say that Josep Carreras IS  operatic emotion, and he demonstrated it once again at the Liceu even 50 years after his first performance.
In the photo collage, next to the two pics of the recital you can see two copies of the cards that have rained down on the stage just before the encores, certainly one of the most emotional moments with the whole audience standing to pay tribute to one of the most beloved and  illustrious sons of the Gran Teatre del Liceu. You can see it here (video).
I wish I could tell you I can share below the entire recital, but it is not possible: as I said TV3 has made some cuts and many of these relate to the encores that were 8. Among these I remember some moments of maximum intensity which Core 'ngrato and Un' Ombra I had heard on the radio but without beeing able to watch them on television: someone thought that this choice might have been due to a DVD release, or more probably to necessarily adjust the timing to be able to broadcast live the arrival of tenor to the beach of La Barceloneta, Platja de Sant Sebastià,where there were about 2,000 people waiting for him to listen to one song, for his surprise. The missing piece in the program of the recital at the Liceu delighted the same people who had asked loudly for it: they had the opportunity to enjoy it in a unique circumstance. As he arived at the Barceloneta beach, Carreras mentioned his emotion, gratitude and at the end he thanked all for the love and loyalty, something he deserves and that he have to give him with total devotion.
Anyway, today we will not discuss any particular song: today's edition is dedicated to the memory of this recital as a whole, not to mention that its fragments often find their space in the Video of the Week editions. All the videos can be found above. Enjoy it!!

I hope you have appreciated my proposals of today. See you next Sunday for a new Video. Have a nice week!!

2 comments:

  1. Cara Luvi.
    Prima di tutto grazie per le tue parole, sei molto gentile.
    Non posso parlare di Carreras emozionar-mi, credo che è la giusta corrispondenza a l'emozione che Lui mi ha fatto sentire.
    Carreras è emozione, il suo fraseggio mitico ed unico, nato dal cuore, anzi che il suo canto alimentato della verità, col sentimento. Nessuno mi ha fatto sentire tutti quei sentimenti con la calda voce di impostazione ed emissioni naturali.
    Questo recital, questo incontro nuovamente col suo pubblico è stato molto più che un omaggio, ed una volta in più Carreras ha dimostrato la sua autenticità come artista.

    Un bacio

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  2. Emozionarsi è un conto... ma emozionare a sua volta è un altro, e sono pochissimi a riuscirci!!

    Una abraçada Joaquim!!

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